Google: versione beta di Gbuy per la
gestione dei pagamenti online
Wednesday, June 28th, 2006
[lastampa.it] Google sta per lanciare una versione pilota del
proprio servizio di gestione dei pagamenti online. È quanto
riporta il Wall Street Journal, secondo cui il colosso dei
motori di ricerca potrebbe sperimentare la piattaforma già entro
questa settimana.
Per attrarre nuovi clienti, Google prevede di offrire un
rimborso di ammontare ancora non definito alle persone che
effettueranno pagamenti usando il nuovo servizio, conosciuto
come Gbuy.
Con il nuovo servizio, la società di Sergey Brin e Larry Page
lancia la sfida nei confronti di eBay, PayPal e altre
piattaforme di gestione dei pagamenti su Internet.
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Google è una nuova Microsoft?
Tuesday, May 16th, 2006
[mytech.it] Proprio come la storia dell’uomo, caratterizzata
dalla nascita e dal declino di un impero dopo l’altro, anche
l’industria informatica, nei pochi decenni della sua esistenza,
è stata dominata da una grande azienda dopo l’altra. Durante
l’era del mainframe era l’Ibm a indossare la corona, ma poi, con
il passaggio a macchine più piccole nell’era del personal
computer, ha annaspato e si è vista usurpare il trono dalla
Microsoft. Oggi, all’alba della nuova era dei servizi su
Internet, molti considerano Google l’erede al trono. La nuova
arrivata è maturata, diventando un potente gigante del settore,
e nell’ambiente informatico, affermare che “Google è diventata
la nuova Microsoft” è ormai diventato un luogo comune. È vero?
Il paragone è al tempo stesso un complimento e un rimprovero: è
un complimento perché denota che ora Google è diventata
l’azienda che definisce l’ambiente in cui operano altre società
tecnologiche, proprio come hanno fatto, a loro tempo, Ibm e
Microsoft. Come accadeva per Microsoft nel suo periodo d’oro,
oggi Google è l’azienda tecnologica in cui aspirano a lavorare i
geni dell’informatica, incarna lo zeitgeist della tecnologia ed
è una società estremamente apprezzata il cui nome è familiare a
tutti. Il confronto però è anche un rimprovero perché evidenzia
la crescente preoccupazione che Google oggi sia diventata così
potente da non far più del bene nemmeno a se stessa o al proprio
settore o, addirittura, al mondo in genere.
TROPPO POTERE
Per molti, Google è la principale porta di accesso a Internet.
Per molte aziende on-line, ottenere una buona posizione nel suo
motore di ricerca, il cui funzionamento costituisce un segreto
custodito molto gelosamente, è una questione di vita o di morte.
I critici (incluso Bill Gates della Microsoft) sostengono che
nelle mani di Google si è concentrato troppo potere. Pare che la
Microsoft e altre grandi società operanti su Internet, tra cui
eBay, Amazon e Yahoo!, stiano attualmente studiando varie
alleanze per creare un contrappeso contro il nuovo mostro della
rete. E le aziende più piccole si sentono ancora più
vulnerabili: non appena Google afferma di voler entrare in un
particolare mercato, i pesci piccoli di quel settore corrono ai
ripari, a meno che non siano così fortunati da essere acquisiti
da Google.
E non è solo una questione di affari. Lo scorso gennaio,
Google
ha danneggiato irreparabilmente la propria reputazione presso i
fanatici della tecnologia più idealisti, aprendo una versione
censurata del proprio servizio di ricerca per gli utenti cinesi.
Come sostengono i critici, cedendo al governo cinese, Google ha
svuotato di significato il motto aziendale, “don’t be evil” (non
essere cattivo, ndt). Dagli esordi come semplice motore di
ricerca, le ambizioni sempre più alte di
Google, aumentate da
una serie di nuove iniziative svelate durante la sua annuale
Giornata dei media, oggi la fanno apparire sia temibile sia
incoerente nel suo tentativo di allargarsi sempre più. Lo stesso
destino era toccato a Microsoft.
Ma dov’è la differenza?
DIFFERENZE TRA GOOGLE E MICROSOFT
Tuttavia, tra Google e Microsoft esistono delle differenze
fondamentali. Innanzitutto, Google è molto più innovativa e la
scelta di lavorare con team piccoli e flessibili le ha permesso
fino a oggi di rimanere innovativa pur ingrandendosi. Microsoft,
al contrario, è andata in crisi proprio a causa della sua
dimensione e della sua posizione dominante. È meno innovativa
nei mercati in cui deve fare i conti con una concorrenza meno
forte, come i sistemi operativi, il software per ufficio e i
browser web, ma, stranamente, è ancora capace di modernizzarsi
nei settori in cui ha rivali potenti (soprattutto in quello dei
videogame).
Comunque, ciò che più conta sono le differenze che suggeriscono
che Google non riuscirà a imporre un blocco del settore alla
maniera di Ibm o Microsoft. La posizione dominante di Ibm era
dovuta al fatto che era proprietaria dell’hardware e del
software dei propri computer mainframe. Nell’era del Pc,
l’hardware è diventato un bene di largo consumo e la Microsoft
si è costruita un monopolio molto redditizio incentrato sul
proprio sistema operativo proprietario, Windows. Ma nella nuova
era dei servizi Internet dominano gli open standard, i rivali
sono sempre a distanza di un solo click del mouse, e le aziende
hanno molto meno possibilità di imporre un blocco con beni
proprietari.
Provate a non usare software Microsoft per un giorno,
soprattutto se lavorate in un ufficio, e vi renderete conto
delle difficoltà; ma sopravvivere a un giorno senza Google è
relativamente facile. Google ha concorrenti forti in tutti gli
ambiti in cui opera: i motori di ricerca, la pubblicità on-line,
il mapping, i servizi software, e così via. Le ditte importanti
come Yahoo!, che prima appaltava le operazioni di ricerca a
Google, sono passati ad altre tecnologie. La quota di mercato di
Google è passata da percentuali vicine all’80% a un mero 50% di
oggi. Forse, la prova più chiara del fatto che il continuo
predominio di Google non è inevitabile è il destino di
AltaVista, il precedente big della ricerca in Internet. Chi se
lo ricorda oggi?
Senza un blocco con beni proprietari a proteggere la sua
posizione dominante, Google dovrà lavorare sodo per restare in
vetta. Ed è qui, alla fine, che il paragone con Microsoft non
regge più.
Google può forse essere l’elemento che più si
avvicina a una Microsoft della nuova era, e di certo le due
aziende si vedono reciprocamente come due grandi rivali, ma una
delle cose migliori dell’era di Internet è che non si può dare
per scontato che finisca con l’essere dominata da un unico
gigante stile Microsoft.
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